Con l’avvento di nuove architetture scalabili, il vecchio monolite, ossia un’applicazione in cui l’intero sistema è progettato e implementato (e quindi rilasciato) come un’unica entità monolitica, è sempre di più visto come un approccio obsoleto, difficile da evolvere e quindi da evitare a prescindere.
Scopriamo insieme non solo perché questo non è vero, ma come proprio un monolite possa essere di grande aiuto nello sviluppo di un nuovo sistema.

Il Monolite: Un Inizio Semplice

Quando si parte con un nuovo progetto, la tentazione di abbracciare le ultime tendenze, come i microservizi, è forte. Tuttavia, sottovalutare la potenza di un monolite ben progettato è come saltare il primo gradino di una scala. Il monolite offre un inizio semplice, un terreno su cui costruire senza l’overhead di gestire comunicazioni complesse tra servizi.

L’importante è iniziare con una visione chiara delle funzionalità del software e suddividerlo logicamente in moduli e componenti all’interno del monolite. Questo approccio consente di concentrarsi sulla logica di business, senza preoccuparsi troppo della complessità dell’architettura.

Il segreto è mantenere un basso livello di accoppiamento tra i componenti, i moduli dovrebbero comunicare in modo chiaro, ma non devono dipendere l’uno dall’altro come gemelli inseparabili.

Immagina il tuo sistema software come un’orchestra, dove ogni modulo è un musicista che suona un ruolo cruciale nella sinfonia dell’applicazione. In questo scenario, il monolite è il direttore d’orchestra, guida la melodia principale e tiene insieme tutti gli strumenti in modo armonioso.

Evolvere Verso i Microservizi: Scalare Senza Drammi

La bellezza di un monolite così strutturato risiede nella sua natura adattabile. A mano a mano che il progetto cresce, e le esigenze di scalabilità e manutenzione emergono, si può iniziare a spezzare il monolite in servizi più piccoli. È come consentire ai musicisti dell’orchestra di esibirsi come solisti. Ogni microservizio, come un musicista talentuoso che si distingue in una performance individuale, gestisce una parte specifica dell’applicazione senza intaccare l’armonia generale dell’orchestra.

Passare ai microservizi quando è necessario significa dare vita a una nuova generazione di funzionalità, senza stravolgere l’intero ecosistema. Quando si ha un solido fondamento da cui partire, il processo di transizione è reso molto più fluido e gestibile.

Prendiamo ad esempio una startup che ha lanciato un nuovo prodotto sul mercato. Inizialmente potrebbe aver sviluppato un’applicazione web monolitica per ridurre al minimo il time-to-market, e man mano che il numero di utenti cresce, decide di spezzare il monolite in microservizi per migliorare la scalabilità e la manutenibilità.

Il modulo di autenticazione diventa così un microservizio indipendente e l’inserimento di nuovi utenti ora si verifica attraverso questo servizio, riducendo il carico sul monolite principale. Inoltre, hanno trasformato in microservizio la gestione dei pagamenti, consentendo una maggiore performance e flessibilità nel trattare le transazioni finanziarie.

Costruire il futuro su fondamenta solide

Abbracciare il monolite come punto di partenza è una scelta efficace per coloro che cercano di costruire un futuro flessibile e scalabile. Un inizio semplice, con una chiara visione della divisione logica dei componenti, prepara il terreno per una transizione graduale ai microservizi.

Mantenere un basso livello di accoppiamento tra i componenti è la chiave del successo. Il software deve essere un ecosistema in crescita, dove ogni modulo è un attore autonomo che contribuisce al successo.

Se ti abbiamo incuriosito e vuoi approfondire l’argomento, scopri il percorso Tech Reloaded dedicato all’evoluzione da monolite a microservizi.

Costruisci il tuo percorso verso l’eccellenza tecnica